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Giovedì, 18 Febbraio 2027

Casa di Bambola

  • da Henrik Ibsen

    regia Ivonne Capece

    traduzione e adattamento drammaturgico Mattia Favaro

    con Stefano Braschi, Pasquale Montemurro, Maria Laura Palmeri

    scene e costumi Micol Vighi

    sound designer Simone Arganini

    direzione tecnica e disegno luci Rossano Siragusano

    assistente alla regia Sofia Sironi

    realizzazione costumi Giorgia Piatta dell’Abbondio

    responsabile di produzione Nadia Fiorio

    produzione Elsinor Centro di Produzione Teatrale

L’opera più scandalosa di Ibsen in una regia affilata come un rasoio che capovolge la prospettiva: non solo l’epopea dell’emancipazione femminile, ma un viaggio nell’inquietudine maschile post-abbandono. Nora se n’è andata. La porta si è chiusa da ore. Ma Torvald è ancora lì, a rimettere insieme i cocci della propria virilità smarrita. Nell’immaginaria prima lunga notte da solo, ripercorre tra ricordi ed incubi i passi che lo hanno portato fino a lì. Cosa resta di un uomo quando il suo ruolo sociale, affettivo e identitario va in frantumi? In un Casa di bambola rovesciato da una regia tagliente e dallo stile aspro e spregiudicato del giovane Mattia Favaro, Ivonne Capece capovolge lo sguardo sull’opera più nota di Ibsen, trasformandola in un sequel contemporaneo, un viaggio dentro l’inquietudine maschile dopo l’emancipazione femminile: un’esposizione chirurgica delle fragilità dell’uomo, sospese tra patriarcato in decomposizione e desiderio (forse tardivo) di rinascita. La sonorità evocativa di Simone Arganini ci avvolge in una spirale, tra tango e minacciosi voli d’uccelli alla Hitchcock, e ci trascina in un mondo interiore saturo di rimpianto, frustrazione e domande irrisolte, nel quale il femminile libero appare come una Gorgone mostruosa.

 

ESTRATTI DALLA RASSEGNA STAMPA

Una interessante lettura registica che mette al centro lui mentre lei sembra danzargl iintorno.
Attenzione a non sottolineare di rosso ciò che è già scritto in rosso. Brava, sensuale, coerente al disegno registico la Nora della temperamentosa e valente Maria Laura Palmeri accanto al tormentato Torvald dell’incisivo Massimo Di Michele, e a Stefano Braschi, Krogstad, colui che ha fatto deflagrare il matrimonio. Un’operazione intelligente di rovesciamento del punto di vista ibseniano.
(M. Poli, Corriere della Sera)

La “Casa di bambola” firmata Favaro-Capece è quindi un’opera profondamente politica ma, al tempo stesso, estremamente godibile. Non silimita ad essere una mera riscrittura capace di attualizzare Ibsen, espandendo i temi dell’emancipazione femminile e della necessaria evoluzione maschile attraverso un’analisi chirurgica di dinamiche di coppia ancora dolorosamente irrisolte. È piuttosto uno spettacolo che – grazie alla compattezza della struttura, al ritmo serrato e all’illuminazione di Rossano Siragusano (abile nel trasformare le luci in uno squarciovisivo nella psiche di Torvald, tingendo di
sfumature thriller l’impiantoborghese) – avvince e affascina lo spettatore, raggiungendo notevoli picchi di emozione.
(R. Simonte, Krapp’s Last Post)

 

INFO E PRENOTAZIONI

0543.722456 | 3758349548 | progetti@teatrotestori.it 

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ORARI

GIOVEDI20:30

PREZZI

Intero € 16

Ridotto (under 25, over 65, convenzioni Coop / Biblioteca Saffi / FoEMozioni / Quartiere Foro Boario / Libera Università per Adulti) € 14

Ridottissimo (studenti) € 12

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