Ci sono viaggi che cambiano il modo di guardare il mondo. E ci sono lettere che li raccontano con la sola forza della verità, senza bisogno d'altro.
Io sono l'altro nasce da storie vere: quelle di giovani volontari che hanno lasciato un paese della Sardegna, del Veneto, della Romagna o le strade di Roma e Milano, per raggiungere un villaggio in Uganda, in Sud Sudan, in Mozambico. Le loro lettere diventano il cuore pulsante dello spettacolo, un viaggio di andata e ritorno che si intreccia con musica, danza e parole.
PARTIRE PER CAPIRE.
Il racconto comincia da qui: un appello a cui qualcuno ha risposto, partendo per curare chi ha più bisogno. Attraverso il canto e i ritmi della tradizione africana, lo spettacolo dà voce e corpo a un'esperienza che, sulla carta, sembra lontanissima e che invece si scopre vicina a ciascuno di noi.
LA DANZA DELLE DISTANZE.
Il corpo dei performer racconta ciò che le parole a volte non bastano a dire: la fatica di adattarsi a un mondo diverso, la scoperta di legami inaspettati, il peso delle disuguaglianze, ma anche la forza dell'incontro e della condivisione. È proprio in quella distanza che, ogni giorno, può nascere una relazione capace di cambiare chi parte e chi accoglie.
UNO SGUARDO CHE TORNA CAMBIATO.
Lo spettacolo intreccia lettere autentiche, poesie, musica e racconti originali nati dal laboratorio di scrittura narrativa di Accademia InArte, nel quale giovani del territorio hanno rielaborato le testimonianze trasformandole in una storia nuova. Così l'Africa smette di essere un luogo lontano e diventa un insieme di volti, culture e incontri. E chi torna scopre che l'altro non è mai stato davvero un estraneo.
Io sono l'altro non è solo un titolo. È un invito a compiere, anche solo per un'ora, lo stesso viaggio di andata e ritorno, perché ogni incontro autentico ha il potere di trasformare il nostro modo di guardare il mondo.
Attenzione: gli orari sono differenziati per ordine di scuola. La replica delle ore 9:30 è riservata alle scuole primarie, mentre quella delle ore 11:30 alle scuole secondarie di I grado.
Prenotazione obbligatoria
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